Mission

gruppoCollaboratorio di Riuso Creativo™” è un marchio nato dall’incontro di tre diverse professionalità (artigianato, progettazione, moda) con l’intento di realizzare elementi di arredo, accessori, abbigliamento ed ambienti dando nuova vita a materiali ed oggetti esistenti scartati e/o inutilizzati. “Perché tutti hanno il diritto di rifarsi una vita…”

L’unione di intenti ed esperienze professionali altamente qualificate rappresenta di per sé una garanzia di qualità, conferendo a prodotti erroneamente considerati “di scarto” quel valore aggiunto capace di trasformare oggetti “comuni” in elementi di design, unici, preziosi ed originali.Reinventando forme e funzioni  in modo non convenzionale l’oggetto di design è più simile ad un’opera d’arte che non ad un prodotto seriale, a maggior ragione in un mondo in cui si incentiva il consumo industriale. Inventare nuove vite alle cose e prolungarne l’uso significa risparmiare risorse due volte: nel produrre il nuovo oggetto, e nello smaltire quello vecchio.

L’accuratezza della manifattura  unita ad un’ottima conoscenza dei materiali e delle tecniche produttive, alla sensibilità verso il risparmio delle risorse e all’attenzione per l’ambiente, ha favorito la nascita di questo progetto di creatività sostenibile: il termine “Collaboratorio” va infatti letto nella triplice accezione di Laboratorio, Collaborazione e, perché no, Oratorio, con l’intento di condividere e trasferire agli altri (soprattutto i più piccoli) questa nostra passione.

E’ nostro intento quello di ribaltare il concetto di “spazzatura”: i media tendono a farci considerare “rifiuti” i mobili e gli oggetti vecchi, quando invece sono di elementi di altissima qualità; “spazzatura” per noi sono quei manufatti di fascia medio-bassa realizzati in serie per la grande distribuzione, che rendono impersonali anche gli ambienti che li contengono.

Un oggetto di redesign è unico per eccellenza, ed è capace da solo di personalizzare un ambiente o la persona che lo indossa. Quante volte ci siamo convinti di avere cantine e soffitte piene di “cianfrusaglie inutili” e scarti…la vera domanda è: siamo sicuri che si tratti di scarti?!

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